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Superbonus, Poste riapre gli acquisti e non varia i prezzi

Le condizioni restano invariate rispetto ai livelli fissati al momento della chiusura

Poste da ieri è di nuovo sul mercato dei crediti fiscali. E, dopo una pausa durata poco meno di un anno (il servizio era stato sospeso il 7 novembre del 2022), torna ad acquisire sia il superbonus che i bonus casa diversi, a partire dal bonus barriere architettoniche al 75%, per il quale cessioni e sconti in fattura sono ancora pienamente operativi.

Dopo le anticipazioni di inizio agosto, la ripartenza è stata ufficializzata ieri, direttamente sulla piattaforma del gigante di poste e servizi finanziari. E ha fatto registrare da subito un’attenzione altissima: Poste è il canale di riferimento per molti dei venditori più piccoli. «Un’iniziativa in linea con le indicazioni del Governo – commenta l’amministratore delegato, Matteo Del Fante – che conferma il sostegno costante di Poste Italiane alle famiglie e al sistema Paese».

Con la riattivazione del servizio, sono state rese note tutte le condizioni di acquisto. A partire dai nuovi prezzi, che non erano stati ancora ufficializzati. La notizia positiva è che le condizioni restano invariate rispetto ai livelli fissati al momento della chiusura: non era scontato, visto il forte incremento dei tassi di interesse registrato in quest’ultimo periodo. Anche se – va ricordato – i prezzi di Poste erano stati rivisti in peggio prima dello stop del 2022 (si veda «Il Sole 24 Ore» del 4 agosto 2022).

Partendo dal superbonus con recupero in quattro anni, sarà pagato 94 euro per ogni 110 euro di credito d’imposta (pari all’85,5% del valore nominale del credito). Per gli altri bonus con recupero in cinque anni, il corrispettivo è di 84,5 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta (pari all’84,5% del valore nominale). Le agevolazioni con recupero in dieci anni vengono pagate 70 euro per ogni 100 euro di credito d’imposta (pari al 70% del valore nominale).

Il servizio di cessione del credito – ricorda il sito di Poste – «è rivolto alle persone fisiche che siano titolari originari di un credito d’imposta» e che abbiano «sostenuto in maniera diretta i relativi oneri». Quindi, rientrano nel perimetro dell’offerta di Poste solo le prime cessioni; restano fuori le seconde cessioni e gli sconti in fattura di imprese. Per questo motivo, la riapertura della piattaforma non avrà effetti sui crediti incagliati rimasti in pancia alle aziende.

Il servizio riguarderà le rate di bonus fruibili dal 2024 in poi: potranno essere legate a spese sostenute nel 2023 o a rate residue di spese sostenute negli anni precedenti (ad esempio, un superbonus del 2022 la cui prima rata venga portata in detrazione). L’importo massimo cedibile in questo nuovo round, come anticipato dal Sole 24 Ore, sarà pari a 50mila euro per cliente, anche tramite più cessioni. Resta, però, fermo un plafond totale da 150mila euro, anche legato al passato. Se, quindi, qualche cliente ha già raggiunto il tetto di 150mila euro, non potrà sfruttare la riapertura del canale per gli acquisti. Oltre al superbonus (al 90% e al 110%) saranno cedibili l’ecobonus, il sismabonus, il bonus ristrutturazioni al 50%, il bonus facciate, gli sconti per l’installazione di colonnine e il bonus barriere architettoniche.

In concreto, per un superbonus al 110% realizzato nel 2023 con 40mila euro di spesa, ci saranno 44mila euro di credito di imposta e un controvalore monetizzabile di 37.620 euro. Se il superbonus fosse del 90% (e i crediti di 36mila euro), il controvalore monetizzabile sarebbe di 30.780 euro.

Poste effettuerà verifiche soggettive sul richiedente e oggettive sulla documentazione prodotta a margine dell’intervento. «Qualora tutti i controlli soggettivi e documentali avessero esito positivo, le tempistiche stimate per l’accettazione da parte di Poste Italiane della proposta di cessione del credito d’imposta e la successiva liquidazione del corrispettivo» potranno arrivare a tre mesi. Sempre che non ci siano ulteriori stop per l’intervento di soggetti terzi. Ad esempio in caso di controlli preventivi da parte dell’agenzia delle Entrate.

 

(Fonte: ilsole24ore.com)